Info e contatti

I migliori 8 strumenti di local marketing

Local marketing: gli strumenti indispensabili spiegati con semplicità.

Se hai un’impresa locale, ossia un’attività con un mercato geografico circoscritto a una città o a una zona ben definita, saprai certamente che il digital marketing è un’importante e necessaria fonte di contatti e vendite: spesso però le competenze tecniche richieste per padroneggiarlo rendono la vita difficile a chi vuole affrontarlo in prima persona o voglia valutare il lavoro del proprio fornitore di servizi web.

Ho scritto questa guida per spiegarti in modo semplice i principali strumenti di pubblicità online a disposizione degli imprenditori in cerca di forme di visibilità su Internet mirate a degli utenti al tempo stesso vicini e interessati. Pur essendo una guida generica il campo dell’advertising online è molto vasto, quindi preparati perché ci sarà molto da leggere e troverai molti spunti da approfondire!

Introduzione

La tua attività, qualunque essa sia, si rivolge a un determinato pubblico composto dai tuoi clienti abituali, da quelli saltuari, da persone che magari sanno che esisti ma per i motivi più disparati si sono sempre rivolti a qualche tuo concorrente e infine alle persone che avrebbero bisogno dei tuoi prodotti/servizi ma non sanno della tua esistenza.

Il web è ad oggi il miglior mezzo per rimanere in contatto o stimolare il coinvolgimento di tutti questi gruppi di persone perché permette una comunicazione diretta e una pubblicità mirata.

Gli strumenti che hai a disposizione per gestire online i rapporti col tuo pubblico di riferimento sono molteplici: non è indispensabile gestirli tutti contemporaneamente, ma di certo la combinazione di questi è la base necessaria per ottenere dei ritorni in termini di vendite e visibilità.

1 – Un sito responsive

2 – Una buona immagine

3 – Un copywriting mirato

4 – SEO (posizionamento sui motori di ricerca)

5 – Un account Google

6 – Social network

7 – Altri strumenti di promozione

8 – Strumenti di analisi

 

1 UN SITO RESPONSIVE

Un dominio col nome della tua azienda e un sito che presenti la tua attività e i tuoi prodotti/servizi è solitamente il primo passo che si compie nel costruire una strategia di local marketing.

Oggi molti ne fanno a meno, vuoi perché scottati da esperienze passate poco felici e molto dispendiose, vuoi perché preferiscono gestire in toto la propria visibilità online tramite i social network e i molti portali di recensioni/marketplace (come ad esempio Tripadvisor per un ristorante, Booking.com per un hotel, Amazon per un venditore di prodotti, e così via.).

L’unico problema sta nel fatto che il proprio sito è l’unica piattaforma su cui si può avere un controllo assoluto. Se malauguratamente la tua attività viene presa di mira da un’ondata di recensioni negative o se il profilo Facebook su cui avevi investito tempo e denaro viene sospeso o peggio ancora bannato (cosa che succede molto più spesso di quanto si creda), corri il serio rischio di trovarti “appiedato”, ossia senza segni tangibili di una tua presenza online o peggio ancora con una presenza circondata da forte negatività. E quindi sei sostanzialmente invisibile finché non ricomincerai da capo.

Sul tuo sito web, invece, finché viene rinnovato il dominio e il servizio di hosting ad esso associato potrai inserire tutte le informazioni che vuoi e gestire ogni minimo dettaglio con la sicurezza di non perdere mai nulla, compresi indirizzi email, nominativi, ordini e comunicazioni varie.

Inoltre, il tuo sito (o comunque almeno una landing page) è l’unico strumento che ti permette di raccogliere dati sui tuoi clienti quali email o numero di telefono, che sono fondamentali per aumentare la tua clientela e gestire delle comunicazioni via email o SMS, dati che i vari social network e portali custodiscono gelosamente per motivi di privacy ma anche per poterli sfruttare come appeal pubblicitario nei confronti tuoi e di tutti gli inserzionisti.

Un sito però non basta averlo: per farlo “funzionare” bisogna anche che risponda a determinati requisiti.

Nessuno perderebbe il proprio tempo su una pagina web che si carica male o su cui non trova le informazioni che gli servono, perciò va riposta una gran cura nella realizzazione del layout e della mappa di navigazione, ossia l’organizzazione dei contenuti che illustrino con chiarezza la tua attività.

La caratteristica principale che deve avere il tuo sito è quella di essere responsive, cioè visualizzabile senza problemi su qualsiasi dispositivo (computer fisso o notebook, smartphone e tablet con tutte le risoluzioni video esistenti).

Dal 2016 si è compiuto online il passo più atteso degli ultimi anni, cioè il superamento delle ricerche su dispositivi mobile rispetto ai pc tradizionali, motivo per cui oggi nel web design si parla di “mobile first”, ossia di pensare lo sviluppo di un sito partendo dalla visualizzazione da smartphone con tutti gli accorgimenti di ottimizzazione dell’interfaccia utente che questo comporta.

In ottica di local marketing questo avvenimento pone ancora di più l’attenzione su come va costruito il sito. Almeno la metà delle persone interessate alla tua attività la staranno cercando da uno smartphone, perciò sarà fondamentale presentare loro un sito facilmente navigabile da cellulare.

Un altro importante fattore da tenere in considerazione è quello dei cosiddetti micromomenti.
Per capire bene di cosa si tratta, ecco un video realizzato da Google:

Diversi studi hanno dimostrato che molto spesso le ricerche da smartphone sono collegate a bisogni immediati e di breve durata (come da esempio nel video qui sopra, la ricerca di un meccanico o di una gelateria in zona), ed è pertanto un fattore decisivo il farsi trovare con facilità fornendo una risposta in tempi brevissimi ai bisogni delle persone.

Un esempio classico è quello del turista che non conoscendo la città ricerca online il più vicino negozio che vende un marchio che ama o il ristorante tipico migliore in zona. La sua ricerca sarà un momento di breve durata in cui si soffermerà su qualche risultato per poi prendere una decisione quasi immediata.

L’esempio ovviamente non vale solo per i turisti ma anche per chi vive in una città e cerca in zona informazioni su un prodotto o servizio non avendo idea di dove trovarlo, o un’alternativa alle attività che già conosce.

Fornire a queste persone un sito che risponda con facilità alle loro esigenze è il primo passo per un local marketing efficace.

2 – UNA BUONA IMMAGINE

Uno degli errori più gravi nell’impostare una campagna di local marketing è trascurare il fatto che chi scopre sul web la tua attività non la conosce affatto.

È un concetto apparentemente scontato e non si dovrebbe perdere neanche un minuto a spiegarlo, tuttavia Internet è piena di siti con loghi pessimi, pagine innavigabili, ricolme di foto orribili, dalle descrizioni parziali o carenti e senza informazioni di contatto chiare.

Chi andrebbe mai a visitare un’attività che si presenta male? Ben pochi.

È come lasciare a una segretaria un bigliettino scritto a penna sulla carta igienica: molto difficile che il suo capo vi contatterà mai.

Questo non è solo un problema di natura tecnica o di bravura nella realizzazione: molto spesso i titolari di attività non instaurano col fornitore di servizi web un proficuo rapporto di collaborazione, e le necessarie interazioni volte a fornire adeguate informazioni online vengono spesso completamente bypassate, col risultato di mettere online un sito carente su uno o più aspetti di comunicazione.

Si genera quindi il circolo vizioso per cui il titolare dell’attività non crede molto nel local marketing, costringe se stesso a farsi fare un sito “perché lo devono avere tutti”, chiama il fornitore più a buon mercato affidandogli il compito di seguire tutto lo sviluppo senza dargli sufficienti informazioni, magari passandogli il logo fatto con Paint 20 anni fa e foto fatte alla meno peggio con lo smartphone, con risultati disastrosi che non generano alcun contatto e avverano la sua ipotesi di partenza, ossia che il web non serve a nulla.

Il giusto e corretto approccio alla comunicazione online non può che partire dal titolare stesso dell’attività, che deve avere cura di scegliere un partner affidabile ma soprattutto di “aprirgli le porte” della sua azienda, di cui è sicuramente il miglior conoscitore.

È soltanto “il principale” che conosce i punti di forza dell’attività e può indicare che tipo di risultati gli occorrono, permettendo all’agenzia a cui si rivolge la predisposizione di materiali di presentazione che siano validi e catturino l’attenzione del visitatore.

L’agenzia ha sì il compito di fare un ottimo lavoro, ma deve essere messa in grado di conoscere tutti gli aspetti dell’azienda per cui deve curare la comunicazione: solo in questo modo sarà possibile impostare una presenza online con gli strumenti e i supporti multimediali adeguati ai risultati che devono essere conseguiti.

3 – UN COPYWRITING MIRATO

Strettamente collegato all’aspetto dell’immagine è quello dei contenuti.

Se una persona cerca delle informazioni sarà attratta da quelle che si presentano meglio, ma una volta conquistata con la forma andrà convinta con la sostanza.

Se è indecisa tra due servizi molto simili, è facile che sceglierà quello che viene descritto meglio, così come dovendo scegliere tra due attività uguali avrà maggiori stimoli a rivolgersi a quelle che illustrano con cura i propri punti di forza e spiegano in maniera dettagliata le caratteristiche della loro offerta.

Oggi si parla di storytelling, ossia dell’abilità di creare e raccontare i marchi, le attività e i prodotti in maniera persuasiva, invogliando le persone interessate all’acquisto o coinvolgendole facendo leva sul loro insieme di valori e desideri.

La realizzazione dei contenuti è un elemento fondamentale per creare empatia e partecipazione emotiva, due aspetti che possono spingere in maniera decisiva al contatto diretto in vista di un acquisto o una richiesta di informazioni.

A parità di altri fattori determinanti come la capienza e il costo, preferiresti organizzare il tuo evento in una “villa con ampio terrazzo” o in una “residenza storica teatro in passato di importanti avvenimenti e dal cui balcone al tramonto si domina una vasta pianura fino a scorgere il mare all’ultimo orizzonte”?

Sono due modi diversi con cui si può descrivere la stessa villa per ricevimenti, ma il secondo comunica e coinvolge nettamente di più.

Un efficace copywriting fa questo: non mira a presentare in maniera ingannevole un’attività, cosa che alla lunga genera soltanto danni, ma si pone come obiettivo il cercare di comunicarne il senso e il valore, raccontandone le caratteristiche che fanno sì che quell’attività esista e possa essere una valida scelta rispetto alle sue concorrenti.

4 – SEO (posizionamento sui motori di ricerca)

Un sito ben fatto e attento a tutti gli aspetti comunicativi è però di fatto inutile se non riceve visite.

Per ottenere visibilità ci sono diversi strumenti a disposizione; quello ad oggi più efficace e dal miglior rapporto costi/benefici è il posizionamento sui motori di ricerca, chiamato SEO come sigla dell’inglese Search Engine Optimization, ossia ottimizzazione (del sito) per i motori di ricerca.

uno dei principali obiettivi del local marketing è quello di portare il sito dell’attività a posizionarsi per le ricerche correlate alla propria zona.

*** Breve excursus ***

Le chiavi di ricerca più intuitive per le attività locali sono senza dubbio quelle strutturate come “nome prodotto + città” o “nome servizio + città”.

Se fino a qualche anno fa era molto semplice capire il grado di posizionamento di un sito effettuando una ricerca e vedendo se questo appariva ai primi posti, gli sviluppi più recenti dei motori di ricerca verso la user experience hanno fatto sì che le SERP, ossia le pagine contenenti i risultati, varino da utente a utente in considerazione di ciò che Google sa di lui, spaziando dagli interessi piuttosto che lo storico delle ricerche effettuate o dalla sua posizione geografica fino a considerare le pagine web delle attività su cui i suoi amici online hanno già espresso un parere.

Il risultato di questi progressi tecnologici sono dei risultati in tempo reale e ritagliati su misura, di conseguenza non è più possibile, o almeno è molto meno accurato, misurare la bontà del posizionamento di un sito web semplicemente effettuando una ricerca per la chiave desiderata.

L’esempio più classico è il titolare di un’attività che vede il suo sito sempre ben posizionato per le chiavi di ricerca che gli interessano ma non riceve mai richieste: lui può concludere che la gente non cerchi quelle parole chiave, ma più semplicemente il motore vede che questa persona apre sempre lo stesso sito quindi glielo mostra anche nelle ricerche seguenti, pensando che che sia di suo interesse e che stia effettivamente ricercando quel determinato sito mediante parole chiave invece che digitando direttamente la url del dominio.

Altro caso frequente è quello di un proprietario che pretenda di essere visibile su una determinata parola chiave generica non sapendo che le chiavi a più alto rendimento sono quelle specifiche: è meno produttivo, e più dispendioso, essere posizionato con la parola “ristorante” secca piuttosto che con la specifica “ristorante di pesce in centro”.

*** Fine dell’excursus***

Il concetto di “posizionamento sui motori di ricerca” dovrebbe oggi essere aggiornato con quello di “visibilità sui motori di ricerca”, che per l’attività cambia poco in termini di percepito ma che vale tanto in termini di reali risultati.

La presenza sui motori di ricerca non si basa più soltanto sulla mole dei contenuti inseriti, sull’ottimizzazione delle pagine e sui link ricevuti, ma deve tenere conto di altri fattori come ad esempio la presenza di dati di contatto ben evidenti nel footer, il collegamento alle mappe di Google con relativa scheda e a tutta una serie di indicatori “sociali” che aiutano il motore di ricerca a capire che sì, quel sito corrisponde a quello che cerca l’utente non solo perché chi lo ha creato è stato bravo a ottimizzare le pagine web ma soprattutto perché è certo che l’attività esista realmente, sia vicina all’utente che la cerca e sia anche ben vista da chi in passato ci ha avuto a che fare.

Solo gli addetti ai lavori hanno ben chiaro quanto sia vasta la mole di informazioni che Google e gli altri motori di ricerca collezionano su ciascun sito e utilizzano per restituire dei risultati agli utenti: tra queste informazioni, oltre al nome di dominio e le pagine che compongono il sito, vengono immagazzinate informazioni anche su eventuali pagine e profili social collegati, sul tempo di permanenza dei visitatori, sui dati geografici relativi alla sede fisica dell’attività, al buzz (termine che indica quanto se ne parla in rete, una sorta di passaparola/gossip) che questa genera e così via.

Se un amico ci chiede un consiglio su dove andare, risponderemo citando per primi i luoghi o le attività di cui abbiamo informazioni certe e giudizi positivi: i motori di ricerca si comportano esattamente allo stesso modo, ed è pertanto molto importante fargli sapere quante più cose possibili sulla propria attività.

5 – UN ACCOUNT GOOGLE

Se hai già un sito o semplicemente un dispositivo Android hai quasi certamente un account Google, solitamente nella forma più comune: nome[chiocciola]gmail.com.

Il fatto che Google possegga già diversi dati su ciascuno di noi è una cosa se non inquietante almeno degna di grande attenzione: quello che in questa sede deve interessarti è che possedere un account google collegato alla tua attività può darti una serie di vantaggi fondamentali, molti dei quali, come ho scritto prima, legati al fornire quante più informazioni possibili al motore di ricerca per essere premiati nei risultati.

Vediamo gli aspetti più importanti in termini di local marketing nell’attivare un account Google:

Possibilità di inserire e personalizzare l’attività su Maps

Dal punto di vista di un’attività di zona la presenza sulle mappe di Google è importantissima, in quanto nelle ricerche locali spesso vengono mostrati per primi i risultati contenuti nelle Google Maps, aumentando di fatto la visibilità delle attività più vicine a chi effettua la ricerca.

Se la tua attività ha più di qualche anno è probabile che sia già presente nelle mappe di Google, poiché all’inizio il motore di ricerca si è servito dei dati di grandi elenchi e portali come Pagine Gialle per effettuare una mappatura generale delle imprese sul territorio.

Questi dati però sono spesso incompleti, e con un account Google a disposizione è possibile richiedere il controllo della scheda della propria attività (previa verifica tramite l’accesso a Google My Business).

Personalizzare la propria scheda consente di elencare i servizi che si fornisce, impostare una photogallery magari con tour virtuale, specificare gli orari di apertura e molto altro ancora. In futuro, la scheda su Google Maps sarà il punto di partenza da cui gestire la propria attività locale, con la possibilità di pubblicare sconti e promozioni varie.

Esempio di una scheda personalizzata su Google Maps

Esempio di scheda Google Maps

Un altro aspetto degno di nota è la possibilità di attivare la ricezione di un’email periodica in cui Google segnala le volte in cui la scheda è stata consultata, quante persone partendo dalla scheda hanno avviato il navigatore per arrivare all’indirizzo dell’impresa e altre informazioni statistiche molto utili per gestire correttamente il local marketing.

Strumenti per webmaster (Search Console)

Si tratta di una serie di strumenti che Google mette a disposizione di chi gestisce un sito web per aiutarlo a scoprire eventuali problemi nell’indicizzazione e suggerigli come migliorare l’ottimizzazione del sito.

Con gli strumenti per webmaster è inoltre possibile inviare una sitemap per segnalare tutte le pagine del proprio sito al motore di ricerca nonché consultare l’elenco di eventuali title duplicati, contenuti bloccati e altri accorgimenti indispensabili per migliorare la SEO.

Attraverso gli strumenti per webmaster è inoltre possibile scoprire con quali chiavi un sito viene trovato e visitato (funzione ripresa da Analytics).

Come per le schede sulle mappe, utilizzando questi strumenti si possono fornire dei dati importanti che aiutino il motore di ricerca a valutare in maniera corretta un sito web.

Analytics

Analytics è una famosa applicazione per il monitoraggio delle visite a un sito web, è completamente gratuita e se ben utilizzata è in grado di dare molte indicazioni a chi si occupa del posizionamento di un sito ma anche a chi deve impostare delle campagne di visibilità su Google o altri canali di traffico come ad esempio social network, siti di prenotazioni, pay per click e portali vari.

Analytics può fornire dati su: numero delle visite, pagine visualizzate, provenienza geografica dei visitatori e loro interessi, tempi di permanenza sul sito, accessi da motori di ricerca e accessi da altri siti, visite da campagne a pagamento o organiche (cioè risultati provenienti dal posizionamento), visite dirette all’url o provenienti da altri siti (referral), tasso di conversione agli obiettivi impostati (es: click su un pulsante per richiesta informazioni), persone collegate contemporaneamente, percorsi di navigazione, dati aggregati sul sito e sulla singola pagina e molto altro ancora.
Come vedremo nell’ultimo punto di questa guida, un monitoraggio costante di queste metriche è un’attività molto importante per gestire un local marketing che porti risultati.

Pagina su Google+

Benché a oggi in Italia sia ancora poco utilizzato, il social network di Google, così come Facebook, può essere un valido strumento per comunicare al proprio pubblico in maniera immediata e fidelizzarlo mediante la creazione di pagine aziendali, community (gruppi) ed eventi.

L’utente medio di Google+ è solitamente più evoluto di quello di Facebook, perciò il social network di Google può essere un valido strumento di relazione per professionisti, freelance e consulenti, magari integrato con una presenza costante su LinkedIn. Approfondirò questo aspetto nel prossimo punto.

Adwords

Adwords è uno strumento per acquisire traffico sul proprio sito. Si basa sul concetto di pay per click, ossia di pagare un tot per ogni click (visita) che si riceve. Le cose sono un po’ più complesse di così, ma per facilità possiamo dire che Adwords è un software che permette di ricevere traffico acquistando le prime posizioni nei risultati di ricerche con parole chiave scelte dall’inserzionista.

Adwords ha un meccanismo ad asta: se ci sono diversi inserzionisti interessati ad una determinata parola chiave, quello disposto ad offrire di più per ricevere un click al proprio sito verrà mostrato sopra gli altri.

Come è facile intuire, l’utilizzo di Adwords può essere una validissima risorsa per impostare in breve tempo una campagna di visibilità su Google, in quanto basta accedere al pannello di controllo, impostare una campagna, definire un budget e scegliere le parole chiave desiderate per essere immediatamente visibili. Può e in molti casi deve essere un supporto alle attività di SEO, sia per raggiungere le chiavi su cui ancora non si è ben posizionati, sia per testare il rendimento di una chiave e capire se vale la pena cercare di lavorarci in ottica posizionamento.

Di contro, l’enorme concorrenza presente in moltissimi settori ha reso Adwords uno strumento piuttosto costoso, e sempre maggiore importanza riveste il continuo monitoraggio, il test sui rendimenti e l’ottimizzazione del budget.

Così come esistono agenzie che si occupano di SEO, esistono agenzie che si occupano solo di Pay per Click: questo è dovuto appunto alla grande complessità di gestione della piattaforma a livelli professionali e in caso di investimenti importanti.

Oltretutto, la scelta delle parole chiave è un lavoro che per quanto possa sembrare semplice a chi non è addetto ai lavori è in realtà piuttosto complesso in quanto quello che ci suggerisce l’intuito spesso è diverso da quello che succede nella realtà.

Facevo prima l’esempio piuttosto intuitivo sulla maggior conversione che possiamo avere con la parola chiave “ristorante di pesce in centro” rispetto a una generica “ristorante”. Oltre alla specificità delle chiavi scelte, nel tempo va misurato quanto queste siano ricercate (pena una sostanziale invisibilità degli annunci), quanto “convertano” (esempio: la parola chiave X è cercata più da chi ha già propensione all’acquisto o solo da chi sta prendendo informazioni generiche?) e che tipo di audience coinvolgano, se in target o meno con la campagna che stiamo gestendo. Tutte queste informazioni possono essere dedotte dallo stesso pannello di AdWords, che per ogni campagna e per ogni singola parola chiave mette a disposizione dei dati precisi sui click ricevuti, sul costo per click, sulla posizione media del nostro annuncio per la determinata parola chiave e altro ancora.

Se questi dati vengono poi integrati con Analytics si riesce ad avere un quadro piuttosto completo sulle persone che visitano il sito, su quanto la campagna sia stata ben impostata e se è il caso di sospenderla o apportare correzioni.

Ho scritto poco sopra dei costi importanti delle campagne, dovuti all’alta concorrenza di mercato: ti farà sicuramente piacere sapere che con Adwords è comunque ancora oggi possibile, a fronte di investimenti contenuti, avere dei ritorni in termini di visite e contatti specie per quanto riguarda le attività locali, che per loro definizione si rivolgono a un pubblico circoscritto. Sarà poi il grado di successo delle prime campagne a farti capire se è il caso di investire in maniera massiccia o se lasciar perdere, ed è per questo che già in fase di pianificazione della campagna dovresti studiare molto a fondo lo strumento o rivolgerti a qualcuno che non sappia solo come si usa ma ti fornisca anche dei report che ti aiutino nella comprensione della grande mole di lavoro che si cela dietro il generico “ci compriamo le parole chiave”.

Altri strumenti Google

Con un account Google è possibile fare molte altre cose, come ad esempio disporre di uno spazio di archiviazione in cloud gratuito, utilizzare fogli di calcolo e documenti online, gestire l’email con Gmail. In questo articolo mi sono soffermato solo sui servizi indispensabili per il local marketing, se sei interessato agli altri strumenti gratuiti che Google mette a disposizione per la produttività personale e aziendale contattami pure.

6 – SOCIAL NETWORK

Fino a qui abbiamo parlato sostanzialmente dell’importanza di avere un sito web e della sua visibilità sui motori di ricerca, Google in primis.

Internet però non è soltanto un luogo virtuale dove si ricercano informazioni, è anche un luogo di relazione e aggregazione sociale. Con la nascita e l’esplosione dei social network è sempre più evidente la possibilità di scoprire e rimanere in contatto con persone che magari neanche conosciamo ma con le quali condividiamo interessi e passioni, attraverso i nostri profili ma anche tramite fanpage, gruppi ed eventi.

I social network, se ben curati e seguiti, sono una grande opportunità per le attività locali in quanto permettono di affermare la propria presenza, farsi conoscere e soprattutto creare delle interazioni umane che portino alla fidelizzazione di persone che sono o possono diventare clienti.

Da questo punto di vista, passiamo dall’esaltazione dei nostri prodotti/servizi (sito e posizionamento) alla trasmissione dei nostri valori e delle nostre capacità attraverso la relazione e interazione umana (social network).

Attraverso i social network un’attività può effettuare campagne di visibilità mirate e basate su un target geografico e/o di interessi grazie agli strumenti pubblicitari, gratuiti o a pagamento, che i social network stessi mettono a disposizione di chiunque. È l’esaltazione massima del concetto di local marketing.

Ad esempio, se ho un negozio di abbigliamento che vende un determinato brand, posso creare un profilo o una fanpage dove informo il pubblico della mia attività oppure posso creare un’inserzione che abbia come target e venga vista esclusivamente dalla persone della mia zona a cui piace il brand che distribuisco.

È un po’ come piazzare un cartellone su una strada frequentata da tantissime persone, ma tutte interessate a quello che proponi. E questo è il vantaggio, a parità di costi, nell’avviare una campagna di visibilità online piuttosto che una di advertising tradizionale (cartellonistica, stampa, radio…).

Questo tipo di campagne basate su target geografici e interessi comporta due grandi vantaggi: da una parte si può ottimizzare il rapporto costo/beneficio, dall’altra si può essere sicuri che la nostra pubblicità sarà visualizzata soltanto dalle persone che possono essere potenzialmente interessate ai nostri prodotti/servizi.

La conseguenza di ciò è che i costi pubblicitari si abbassano notevolmente e possiamo anche conoscerne i risultati con precisione, grazie a degli strumenti simili ad Analytcs di cui ho parlato prima e che prendono il nome di Insight.

A oggi, un’attività locale può ottenere una conversione (che sia un like, un click, una condivisione), e quindi un’interazione con un potenziale cliente, spendendo pochi centesimi di euro.

Ovviamente non sarà un semplice like o una condivisione di un tuo post ad aumentare il tuo fatturato, ma l’insieme delle interazioni oltre ad aumentare la conoscenza della tua attività, innescherà anche un positivo effetto sui contatti diretti mediante i classici meccanismi del passaparola e della recensione positiva.

I principali social network per un’attività locale

I social network sono ormai moltissimi, e tutti hanno le loro caratteristiche peculiari. In questa sede mi limito a un elenco di quelli più adatti al local marketing. Ciascuno di questi mette a disposizione delle opportunità pubblicitarie con tanto di pannello di gestione della campagna.

Facebook: il social network per eccellenza, quello più popolato e con utenti più attivi. Oltre alla creazione di profili personali, prevede anche la presenza di pagine vetrina per le imprese locali, sul modello che abbiamo visto per Google Maps.

Esempio di pagina Facebook per attività locale.

Attraverso una pagina, un’azienda può presentare i suoi prodotti e servizi, inserire delle offerte, gestire un gruppo di clienti o appassionati, vendere direttamente dei prodotti e interagire con le persone mediante i commenti ai post o la messaggistica su Messenger, l’applicazione integrata che gestisce i messaggi privati.

Facebook è adatto a moltissimi tipi di attività, dal negozio di abbigliamento al ristorante, dall’hotel al negozio di arredamenti, dal birrificio artigianale al piccolo artigiano. Può essere utile anche a freelance e professionisti che però dovrebbero privilegiare LinkedIn, social network più incentrato sul mondo del lavoro e dei servizi.

Oltre alla creazione e gestione completamente gratuite delle pagine, Facebook ha anche un sistema interno di advertising sul modello di Google Adwords, dove l’asta sulle parole chiave viene sostituita dalle visualizzioni di un post sui feed (elenco notizie) di insiemi di persone raggruppate secondo criteri geografici e di interessi.

Esempio: un ristorante di Roma che il venerdì organizza una serata all you can eat può programmare una campagna mirata ai residenti del quartiere (o di una zona a scelta che può comprendere tuta Roma ma anche le zone limitrofe) che abbiano tra gli interessi il tipo di cucina servita in quella serata. Al costo di qualche decina di euro potrà farsi vedere da centinaia e centinaia di persone che in caso di campagna efficace potranno non solo effettuare prenotazioni, ma anche diventare follower (seguaci) della pagina del ristorante, consigliarlo agli amici e recensirlo positivamente, innescando i circoli virtuosi a cui accennavo poc’anzi.

L’aumento della base dei mi piace, e quindi di follower, è importante per un’attività in quanto più follower si hanno più i propri post verranno visualizzati in maniera totalmente gratuita.

Instagram: recentemente acquisito da Facebook, è il social network più in ascesa in questo momento. Si basa esclusivamente sulle immagini, quindi può essere una valida risorsa ad esempio per un negozio di abbigliamento, una gioielleria, un ristorante e tutte le attività che devono porre l’accento sulla bellezza delle location o dei prodotti. Il sistema di funzionamento per hashtag (le categorie con cui viene catalogata ciascuna foto inserita dall’utente mediante l’uso di parole chiave precedute dal simbolo del cancelletto #) lo rende di immediato utilizzo e di grande diffusione presso un pubblico che condivide gli stessi interessi di chi posta un’immagine.

LinkedIn: è il social network dedicato ai professionisti e alle relazioni B2B. Ciascun profilo e pagina aziendale sono creati e gestiti con lo scopo di presentare le proprie qualifiche ed esperienze lavorative e instaurare relazioni di lavoro, quindi per sua stessa natura è un social network meno “giocoso” degli altri ma molto più efficace in ambito lavorativo. Anche LinkedIn possiede un sistema di avdertising interno, più costoso rispetto a Facebook Adv ma che può essere usato con profitto se sei un professionista o hai un’azienda di servizi. È il canale ideale per consulenti, avvocati, commercialisti, architetti, ingegneri e responsabili vendite di aziende che vogliono espandere la propria rete commerciale.

Google+: ultimo nella classifica dei social network da usare se hai un’attività locale è lo strumento di relazione messo a disposizione da Google, che ha dalla sua un bacino di utenti potenzialmente molto vasto in teoria, ma nella pratica poco attivo. Inoltre, la sua natura a metà strada tra Facebook (per il tipo di impostazione) e LinkedIn (per il tipo di utenti), lo rendono un canale ancora piuttosto ibrido e su cui fare attente valutazioni di caso in caso.

7 – ALTRI STRUMENTI DI PROMOZIONE

Una volta realizzato un sito con le caratteristiche esposte nei punti precedenti e compiuti i passi necessari per “raccontare” al motore di ricerca cosa facciamo e dove ci troviamo, possiamo pensare a pubblicizzarlo non soltanto attraverso Google o i social network ma anche attraverso tutta una serie di attività secondarie che però possono portare risultati decisamente buoni.

L’obiettivo di questo ambito del local marketing è quello di rinforzare la visibilità del proprio sito cercando di massimizzare il rapporto costi/benefici e rivolgendosi a un pubblico più possibile in target, ossia interessato ai prodotti/servizi forniti.

Ecco alcuni brevi spunti e iniziative che possono essere intraprese e che dovremo ricordarci di misurare periodicamente per capire la bontà dei canali che utilizziamo o se è il caso di sceglierne altri (vedi punto successivo).

Comunicazione offline
Una volta che si ha un sito curato è bene segnalarlo nella comunicazione istituzionale e nella pubblicità offline, a partire dal biglietto da visita fino ai volantini, alle campagne di affissione, agli spot in radio e agli eventuali veicoli commerciali in uso.
Questo per fornire ai potenziali clienti un ulteriore mezzo di comunicazione ma anche per intercettare quella gran parte di pubblico che si informa su Internet prima di procedere a un contatto diretto, e per chi magari ha intravisto/ascoltato distrattamente una comunicazione commerciale ma non potendo ricordare un numero di telefono ricerca il nome direttamente sul web.
Solitamente questo tipo di pubblico è difficile da rintracciare negli strumenti di Analytics, l’unico dato che sappiamo è che nella grande maggioranza dei casi comparirà nel numero di persone entrate sul sito digitando direttamente l’indirizzo sul browser, quindi in caso di spot alla radio o campagne di affissione un significativo aumento di visite dirette potrebbe dare una conferma sulla bontà della campagna intrapresa.

Siti di recensioni alla Tripadvisor o Yelp
Oggi online si recensisce di tutto, dal negozio sotto casa al ristorante di lusso. Poiché gli utenti tengono in gran considerazione le recensioni che trovano su Internet prima di visitare un’attività è importante monitorare il flusso delle recensioni che si ottengono e fornire anche il punto di vista dell’azienda in caso di recensioni negative o problematiche varie.

La recensione di un cliente è sempre frutto di un’esperienza personale e non ripetibile, però se a volte c’è qualche disservizio o addirittura malafede da parte del recensore è importante essere in grado di scusarsi o smentire quanto viene affermato, in modo che tutte le altre persone che leggeranno i giudizi su un’attività potranno farsi un’idea di entrambi i punti di vista e decidere in autonomia quale versione sia la più credibile.

Inoltre un’attività che risponde a chi la recensisce parte sempre avvantaggiata agli occhi del pubblico in quanto perlomeno “ci mette la faccia” e dimostra una buona attenzione alle esigenze dei clienti.

Chi vuole fare seriamente del local marketing sa bene che è impossibile, oltre che controproducente, ignorare o evitare di confrontarsi con chi esprime un giudizio online.

Portali verticali e directory
La differenza tra questi due tipi di siti è molto semplice: i portali verticali solitamente trattano un argomento specifico con notizie, guide, approfondimenti e news, mentre le directory sono semplici elenchi di attività complete di servizi e contatti. La più famosa directory in Italia è sicuramente Pagine Gialle.

Chi si occupa di promuovere un sito per un’attività locale ha tra i propri compiti quello di verificare se esistono risorse del genere nel mercato di riferimento e capire se segnalare l’attività su questi siti, sotto forma di banner o di listing (inserimento di una scheda attività in una directory), per aumentare la visibilità e i contatti.

Esistono directory e portali verticali in quasi tutti i settori merceologici: alcuni “funzionano” di più, altri di meno, alcuni solo in determinate zone, altri consentono di pubblicare buoni sconto e offerte varie, alcuni sono totalmente o parzialmente gratuiti, altri si pagano a forfait o in base ai contatti ricevuti (ad esempio, i siti per il confronto dei preventivi). La cosa importante è testarne quanti più possibile e selezionare alla fine solo quelli che producono più risultati.

Magazine locali
Molte attività trovano utile promuoversi attraverso le inserzioni sui quotidiani locali o sull’edizione cittadina dei quotidiani nazionali: la stessa cosa può essere fatta sul web, ricorrendo a campagne banner sulle edizioni digitali degli stessi o su magazine esclusivamente online.

Il ritorno in termini di visibilità dipenderà dal numero di visite di ciascun magazine, e potrà essere misurato tramite gli strumenti di Analytics, che riportano nel dettaglio i referral (i siti esterni sulle cui pagine è presente un link verso il nostro sito) e quante visite ci portano, con relativi tempi di permanenza ed eventualmente conversioni (se impostate).

C’è da notare come molto spesso in questi casi, così come avviene per la cartellonistica, viene molto sottovalutato l’aspetto della grafica e del copywriting: ricordiamoci che sul web la navigazione è molto veloce, perciò quando decidiamo di indirizzare un messaggio alla massa (ossia a un pubblico generico che non è detto sia in quel momento interessato ai nostri prodotti, così come avviene appunto in caso di inserzioni su magazine online) dovremmo essere in grado di realizzare un’adv che sia in grado al tempo stesso di attirare l’occhio e di fornire un motivo di interesse, sia questo uno sconto, uno slogan o un semplice messaggio promozionale.

Siti di sconti e coupon
Entriamo qui nell’ambito dei vari Groupon, ossia di siti frequentati da un vasto pubblico e specializzati nel promuovere offerte a basso costo cercando di aumentare molto le vendite delle attività locali.

In rete esistono decine di questi siti, alcuni più frequentati altri meno, e anche qui la scelta dovrà ricadere su quelli più funzionali all’attività pena la dispersione del budget pubblicitario.

I siti di coupon sono strumenti da usare con molta attenzione: proponendo servizi o prodotti a prezzi molto scontati si corre il rischio, alla lunga, di abbassare il livello del proprio pubblico di riferimento e avere l’illusione che l’attività stia andando bene, quando invece si stanno sostanzialmente svendendo i propri prodotti/servizi (senza contare la percentuale sulle vendite trattenute dai portali).

L’adesione a questo tipo di siti deve essere studiata a fondo e può determinare un grande successo ma anche un grosso fallimento se li si utilizza come unica o principale fonte di promozione.

Vale qui l’assunto: prodotto/servizio svenduto = basso valore percepito = target medio-basso.

Newsletter

Spesso si sente l’espressione “il valore è nella lista”: questa affermazione è vera soprattutto nel web marketing, in quanto avere a disposizione un nutrito elenco di indirizzi email o numeri di cellulare a cui inviare un messaggio promozionale può fare la fortuna di un’attività.

Per rimanere all’esempio di un ristorante che organizza una serata speciale, convertirà molto di più un messaggio inviato a 1.000 persone che sono già state al locale apprezzandone la cucina piuttosto che a 1.000 persone che non ci sono mai state.

Le newsletter sono messaggi periodici inviati a elenchi aggiornati di indirizzi email associati a nominativi e, possibilmente, ad altri dati personali su interessi e preferenze d’acquisto.

Una campagna di email marketing avrà l’obiettivo di inviare un messaggio che converta, in termini di vendite o contatti diretti, a quante più persone in target possibile.

Gli aspetti principali di una campagna di questo tipo sono ovviamente la costruzione di un messaggio coerente con l’obiettivo prefissato (grafica e copywriting), la disponibilità di una o più liste di destinatari, l’uso di un software professionale che gestisca non solo gli invii ma anche tutti gli adempimenti legali connessi all’invio di email commerciali (come ad esempio la disiscrizione o la gestione del proprio profilo, le informazioni sul consenso, le statistiche sui click e i tassi di apertura delle email e così via), la predisposizione di landing page (pagine di destinazione dei link presenti nelle email) efficaci, nonché l’utilizzo di strumenti per la misurazione delle conversioni.

Per quanto riguarda le liste, è possibile rivolgersi ad aziende che hanno grandi banche dati B2B o B2C in ambito locale (ad esempio Pagine Utili, Pagine Gialle, Virgilio) e che si occuperanno degli invii prevedendo un costo ad indirizzo email più o meno elevato a seconda del settore, o costruirla in proprio invitando i navigatori del nostro sito a lasciarci la loro email se interessati ai nostri prodotti e facendo la stessa cosa con i nostri clienti abituali, che più di tutti sono quelli potenzialmente interessati ai nostri messaggi promozionali.

È possibile anche effettuare un’inserzione pubblicitaria in newsletter di altri servizi, come ad esempio l’edizione online di un quotidiano locale.

La costruzione di una propria mailing list è un processo a volte lungo e complesso, ma è anche lo strumento di web marketing che ha il miglior rapporto costo/beneficio.

Qualora non si disponesse di una mailing list o non si volesse ricorrere a questo tipo di strategia, sarà possibile indirizzare messaggi promozionali mirati (sia geograficamente che per interessi) utilizzando le pubblicità sui social network che ho descritto nel punto precedente.

Il concetto che va sempre tenuto presente e che deve guidare ogni iniziativa di local marketing che non voglia dissipare il proprio budget è quello di coinvolgere un target ben definito di persone su base geografica e di interesse, utilizzando un giusto mix tra gli strumenti a disposizione.

Bing Ads

Credo sia opportuno spendere due parole anche sulle Bing Ads, che altro non sono se non la variante di Microsoft del più celebre Google Adwords (condividono anche un pannello di gestione pressoché identico, con la possibilità di importare le campagne direttamente dal proprio Google Account).

Come Google Adwords, infatti, questo strumento prevede l’acquisto di parole chiave secondo il meccanismo ad asta, con la possibilità di comparire ai primi posti per le ricerche effettuate sul Bing network.

Le Bing Ads vengono utilizzate per comparire su Bing network, ossia su Bing (il motore di ricerca di Microsoft), Yahoo e MSN e siti partner, nonché su alcuni servizi Microsoft ad esempio Cortana di Windows 10.

Il Bing Network ha una visibilità molto minore rispetto a Google Adwords, ma può essere utilizzato con successo in molti settori e con diversi target di persone. La minore visibilità implica anche un minor utilizzo da parte degli inserzionisti, con conseguente minor costo medio delle parole chiave.

Bing Ads può essere un valido strumento per la promozione di un’attività locale che non ha budget elevati per il web marketing e che operi in settori molto competitivi sul web (ad esempio prestiti, mutui, immobiliare, annunci locali, ristorazione, abbigliamento).

Blog aziendale

Internet è ad oggi una fonte inesauribile di produzione di contenuti, è possibile effettuare ricerche di ogni tipo e vedersi restituire migliaia di risultati che trattano l’argomento su cui stiamo cercando informazioni.

In questo vasto bacino di pagine web, la parte del leone la fanno sicuramente i principali Social Network, che hanno tutti l’ambizione, neanche tanto nascosta, di sostituirsi del tutto al concetto di web: molti studi sottolineano come già molte persone si riferiscono ad esempio all’apertura di Facebook o Google come “vado su Internet”.

In una situazione del genere il concetto di web marketing si sta evolvendo, tanto da far concordare la gran parte degli addetti ai lavori sull’affermazione che oggi il problema non è più quello di essere visibili, ma quello di mantenere l’attenzione del visitatore.

Infatti, così come ad oggi basta una manciata di centesimi per ottenere una visita al proprio sito, è pur vero che ciascuno di noi è talmente circondato, anzi bombardato, da informazioni da passare subito al nuovo stimolo, al nuovo contenuto, alla prossima pagina web.

È in quest’ottica che molte grandi aziende hanno pensato di farsi esse stesse editori, sviluppando magazine online per poter coinvolgere e soprattutto mantenere viva l’attenzione del pubblico fornendo articoli e approfondimenti interessanti a costi per l’azienda decisamente vantaggiosi se paragonati all’acquisto di traffico e visibilità online.

È per questo motivo, ad esempio, che Telecom Italia ha lanciato “Le Macchine Volanti” (magazine che indaga il rapporto tra nuove tecnologie e comunicazione), Sisal Matchpoint pubblica il magazine di approfondimento sportivo “La Giocata” e Hello Bank ha creato “Hello World” che parla di temi generalisti, con lo slogan “realizzo la passione che è in me” che ben si sposa con i classici messaggi legati al settore bancario e dei prestiti.

L’obiettivo è quello di mantenere vivo l’interesse di un pubblico ben definito a cui in seconda battuta proporre i propri servizi, ma anche quello di sviluppare uno storytelling legato al prodotto, veicolare il proprio insieme di valori, darsi una buona immagine e rimanere nell’universo delle marche che contribuiscono al comportamento d’acquisto delle persone.

Anche le attività locali possono decidere di intraprendere un’iniziativa editoriale curando il proprio blog aziendale.

Sviluppare con buona frequenza dei contenuti correlati alla propria attività può essere utile non soltanto in termini di immagine ma anche ai fini SEO, in quanto un maggior numero di contenuti comporta quasi automaticamente un aumento delle chiavi con cui si viene trovati e un maggior coinvolgimento sui social network, con conseguente aumento di visite al sito, interazioni e contatti/vendite.

Attenzione però: mentre l’apertura di un blog aziendale è un’operazione piuttosto semplice, è altresì vero che deve essere una scelta ben ponderata. Una volta aperto un blog bisognerà avere un piano editoriale, una buona struttura di grafica e contenuti, idee sul tipo di informazioni da pubblicare senza andare fuori tema e soprattutto un’ottima predisposizione all’interazione col pubblico di visitatori o clienti.

Le caratteristiche richieste per la gestione di un blog di attività locale sono tante e piuttosto specialistiche, ed è il motivo per cui è più opportuno farlo gestire a un’agenzia specializzata piuttosto che curarlo internamente, a meno che i costi di produzione che coinvolgono almeno tre figure professionali (copywriter, grafico e social media manager) non siano giustificati dall’importanza che riveste Internet per il business aziendale.

Gruppi

Che siano su Facebook, Whatsapp, Telegram, forum online, Google+, in alcuni settori è molto importante tenere una comunicazione di gruppo in cui si possa raggiungere tutte le persone interessate e in cui lo stimolo della conversazione vada a vantaggio non soltanto dell’attività ma dei membri stessi del gruppo.

Pensiamo ad esempio a una guida turistica specializzata sui luoghi nascosti e meno valorizzati di una grande città come Roma o Milano: aprendo un gruppo, magari su Facebook, potrà segnalare percorsi originali e meno noti ai cittadini interessati e organizzare in prima persona delle visite guidate.

Ma non solo: presentando come credenziale un gruppo di persone che la segue, potrà richiedere di poter organizzare visite a luoghi che magari solitamente non sono aperti al pubblico o che aprono le proprie porte solo in casi eccezionali, oppure ancora avrà la possibilità di stringere convenzioni con strutture ricettive, parchi tematici e quant’altro ancora. In questo caso la propria professione si fa personal branding, si diventa cioè un “marchio personale” a cui vengono attribuite notorietà, competenza e autorità.

Guarda ad esempio la pagina di Milano segreta, che coinvolge grazie a blog + facebook oltre centomila persone!

Lo stesso concetto potrebbe benissimo applicarsi agli amanti del cibo, ai collezionisti, al settore musicale o teatrale.

Anche in questo caso, prima dell’azione va sempre ben considerata la possibilità di seguire con costanza i numerosi impegni che la gestione di questi canali di comunicazione comporta.

 

8 – STRUMENTI DI ANALISI

Siamo giunti alla fine di questa guida introduttiva, in cui ho cercato di illustrare con semplicità i principali strumenti per un local marketing efficace.

L’ultimo punto da affrontare è quello forse più sottovalutato ma al tempo stesso il più importante: la costante misurazione dei risultati, sia in termini di visite e vendite ma anche di statistiche sugli accessi al sito e il coinvolgimento generato da una presenza online ben strutturata.

Le semplici affermazioni “ricevo contatti/vendite da Internet, continuiamo così” o “non ricevo contatti/vendite da Internet, blocchiamo tutto”, sono due autentiche bestialità che possono compromettere in maniera decisiva il destino online di un’attività: la prima perché preclude la possibilità di miglioramento, la seconda perché non capisce che non è il web che non funziona, ma il modo in cui lo si sta approcciando in quel determinato momento.

L’unico modo per avere successo sul web è quello di monitorare costantemente cosa succede, chi entra sul sito, da quali canali, cosa fa, quali pagine guarda, dove si sofferma la sua attenzione, e di conseguenza provare a migliorare costantemente sia il proprio sito sia i modi per promuoverlo, sperimentando, ottimizzando e testando di continuo nuove soluzioni.

Il web è in continuo movimento, e rimanere fermi nel medio-lungo periodo significa nel migliore dei casi perdere delle occasioni, nel peggiore veder calare drasticamente la propria visibilità.

Il gran numero di strumenti disponibili per promuoversi online porta quindi con sé la naturale conseguenza del dover capire quali di questi strumenti sono davvero utili per la propria attività, su quali vadano concentrare maggiori risorse e quali possano essere trascurati.

Ad esempio, un’attività di vendita diretta al pubblico avrà necessità di promozione molto diverse da un’altra che si occupa di forniture alle aziende. La prima potrà sicuramente avvalersi di una buona presenza sui social network, la seconda farà bene a concentrarsi di più sull’acquisto di parole chiave tecniche rivolgendosi agli addetti al settore.

Di strumenti per capire come sta andando la tua visibilità online ce ne sono diversi: qui mi limiterò a segnalarti i due che ritengo migliori per il local marketing, con i relativi pro e contro.

1 Analytics + Search Console (Strumenti per Webmaster)

Si tratta, come abbiamo visto prima, di due servizi messi a disposizione direttamente da Google.

Hanno il vantaggio di essere gratuiti, nonché quello di segnalare una gran mole di dati utili a capire che cosa fanno gli utenti che arrivano sul tuo sito, da dove arrivano (motori di ricerca, social network, altri siti che ti linkano o persone che digitano direttamente il tuo indirizzo sul browser).

Inoltre, possono essere integrati facilmente con altre applicazioni di Google come MyBusiness e AdWords, e di fatto l’unione di tutte queste componenti da una parte ti aiuta a capire cosa stai facendo, dall’altra aiuta anche lo stesso Google a capire chi sei e cosa fai in ottica di posizionamento sul motore di ricerca e sulle mappe.

Gli svantaggi nell’utilizzo di questi prodotti sono sostanzialmente due: il primo è che malgrado i grafici all’apparenza di semplice interpretazione, difficilmente i dati forniti possono essere interpretati correttamente da persone senza basi di web analysis. Il secondo è che i dati non sono sempre precisi e una gran parte di questi viene oscurata sotto la voce “not provided”, che raccoglie in sé, per motivi di privacy, tutti i dati di navigazione degli utenti loggati in quel momento a un servizio di Google (e quindi una grandissima percentuale delle visite al tuo sito).

2 Semrush

Semrush è una piattaforma dedicata alle analisi della visibilità online che per ogni sito che viene ricercato restituisce un’enorme mole di dati, a partire dal numero di visite passando per le parole chiavi con cui è posizionato, l’andamento della sua visibilità nel tempo e quali pagine del sito funzionano di più.

I vantaggi offerti da Semrush rispetto a quelli messi a disposizione da Google sono diversi:

fornisce dati di base molto semplici da interpretare (ne fornisce anche di molto complessi, dedicati a chi si occupa di digital marketing per mestiere)

permette un’analisi tanto del tuo sito quanto di quello dei tuoi concorrenti, e ti aiuta anche a trovare quelli che non conosci e quindi di fare una buona analisi dei competitor

sempre riguardo ai concorrenti, visualizza anche se fanno campagne pay per click, con quali parole chiave e con quali costi, permettendoti così di capire come si muovono gli altri e nel caso prendere spunto per la tua campagna di web marketing

monitora anche il traffico da social

tramite il site audit ti fornisce dei consigli facilmente interpretabili su cosa potresti fare (o far fare al tuo fornitore di servizi web) per migliorare il posizionamento e i fattori a esso collegati, come ad esempio la velocità del caricamento della pagina o gli errori 404

Lo svantaggio principale, nonché a mio avviso unico, è che Semrush è a pagamento: certo, costa poco e offre un abbonamento mensile molto abbordabile per anche per le piccole attività (parliamo di una spesa inferiore ai 90 euro al mese), ma che va comunque messo in conto come spesa viva di gestione e per le microattività potrebbe essere comunque un budget sottratto all’ottenimento di traffico.

Io personalmente utilizzando entrambi gli strumenti riesco a scoprire vita, morte e miracoli tanto del mio sito quanto di chi lo visita e della mia concorrenza, il che mi aiuta in maniera significativa nel capire quali argomenti interessano di più al mio pubblico, quali parole chiave portano più traffico e quali sarebbe meglio acquistare per aumentare la notorietà del mio sito.

Con questa sezione sugli strumenti di analisi si chiude questa mia guida introduttiva alle possibilità di promozione offerte dal web alle attività locali: molti di questi, più in larga scala, sono utilizzabili anche da attività di dimensioni più grandi e dai confini più vasti della semplice città o zona di riferimento, e sono sicuramente la base da cui partire per essere visibili online.

Se ti serve una consulenza sulla tua attività nello specifico ti invito a contattarmi.

Summary
Article Name
I migliori 8 strumenti di local marketing
Description
Il local marketing è il web marketing applicato a delle realtà che operano in un territorio circoscritto, ad esempio una città o una regione. I principali strumenti per promuovere la tua attività locale sul web sono un buon sito, un'adeguata presenza su Google e Google My Business, un'attenzione all'utente e alla conversione, delle campagne periodiche di visibilità mediante Pay per Click e una presenza sui siti locali più adatti alle tue esigenze.
Author
Publisher Name
Marco Onorati
Publisher Logo